In Articulo Mortis

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“Fermati, illusione.

Se possiedi il suono e l’uso della voce,

parlami.

Se c’è una cosa buona da fare che a te

possa dare la pace e a me la grazia,

parlami.

Se conosci il destino del tuo paese

sicchè, sapendolo, lo si possa evitare,

parla.

O se nella vita hai nascosto

tesori estorti nel ventre della terra,

per cui voi spiriti, come dicono,

vagate spesso nella morte,

parlamene,

fermati e parla.”

(Amleto, atto I, scena 1)

 
 

Questo è Orazio, il migliore amico di Amleto che parla allo spettro del padre del principe.
Ad Amleto è capitata una storia incredibile: un evento atroce, una strana morte, la morte di suo padre. Ma la verità su questa scura faccenda non è rintracciabile sulla terra. È troppo sconvolgente perché gli esseri umani possano avere il coraggio di affrontarla; metti in discussione il potere, lo rivela per tutto quello che ha di marcio.
Allora è un morto che viene dall’aldilà a spiegare ciò che succede. Il regno dei morti apre le sue porte per svelare le verità ai vivi che da soli non potrebbero nulla. È chiaro che starà a loro affrontare l’azione, ma le indicazioni arrivano, precise e affilate, da là sotto.

Perché si raccontano le storie di paura? Perché si parla dell’aldilà? Perché il buio, la morte e ciò che non si conosce ci mette alla prova e scatena la curiosità. Quindi il lato disponibile e attento dell’animo umano.
Inoltre nell’uomo coesistono stati di  vita e di morte. Questa è la legge preposta al passare del tempo e alla nostra concezione della vita. A un momento di felicità ne corrisponde forzatamente uno di dolore e per una nascita è necessaria una previa morte.
È possibile che la morte non sia altro che un’altra faccia della vita.
Il tema della morte è l’unico tema che non ha risposte: esattamente come il teatro.
Un doppio in scena che attraverso il gioco e la narrazione fa, come accade spesso, una tomba della propria casa, una tomba di famiglia.
Il mondo ultraterreno è contiguo all’altro, è un mondo rovesciato che forse non ha poi così tante differenze rispetto al nostro o che comunque tende a aprire varchi per mostrare che gli zombie, quelli veri, spesso stanno sulla terra rinchiusi in casa o nei centri commerciali. Questo è il paradosso. Un paradosso dei tanti che regolano la vita dei vivi. Questo è quello che faremo stasera. Accetteremo questo paradosso.

Completamente…

 


Da un’idea di Maria Gioia Caleffi
Grazie a: AppenaAppena, Silvia Bertoncelli, Chiara Romanelli, Nautai Teatro, Teatro Testoni, le nostre famiglie.

Bibliografia:

W. Shakespeare, Amleto
E.A. Poe, La verità sul caso Valdemar, Il cuore rivelatore
G. Bufalino, Diceria dell’untore
AA.VV., Fiabe e leggende della Bretagna
G. Romero, filmografia